E ora, PUBBLICITÀ
venerdì 10 febbraio 2012
Preparati a tutto
Eleganti per essere professionali; capelli naturalmente biondi, abbinati a giacche o tailleur scuri, bianche le camicie che la spuntano da sotto; si aggirano un po' ovunque lungo i corridoi della prestigiosa School of Business Economics and Law, fieri ma leggeri. Li incrocio o involontariamente finisco per seguirli, mentre una processione di stand con dietro altri giovani rampanti mi accompagna sulla via che porta all'aula di lezione. Che cosa stia accadendo in facoltà non è facile capirlo: cartelli, gadget, opuscoli, per una volta solo all'insegna dello svedese, ma poi panini, bibite, fredde e calde, dolci e biscotti, frutta; la lingua si fa più comprensibile... all'apprendimento. La merenda è servita, le domande messe a tacere. Eppure, da nessuna parte mi risulta che oggi sia festa. Qualche digestione dopo, le ragioni della mobilitazione restano vaghe, ma la sensazione di essere accudito l'ho gustata anch'io; perché, in fondo, va così: l'abbandono di studente al suo destino pare cosa non concepibile; per ogni bisogno un'associazione, per ogni aspirazione un'impresa, per ogni sensibilità la sua nicchia; il lavoro ti viene incontro prima ancora di doverlo cercare. E per chi non è di questo mondo, c'è pur sempre il premio di co(nso)lazione.
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