giovedì 9 febbraio 2012

A colpi di stick

Erano passate appena poche ore dall'atterraggio sulla Scandinavia; e già all'angolo di una strada nei paraggi del mio nuovo habitat avevo trovato una delle conferme che attendevo; due figuri fermi nella semioscurità armeggiavano con un paio di mazze; che cosa doveva succedere? Pensare ad Arancia Meccanica non vale se ti trovi in Svezia; la risposta si chiama Innebandy.
Solo al terzo posto per popolarità, è però sicuramente il primo da provare, specie quando l'exchange student scopre come sia un figlio di Goteborg nato negli anni '70. Perfetto sconosciuto in Italia, a meno di non frequentare l'alto potentino dove risulta essere praticato da una nicchia di affezionati che l'hanno importato, Innebandy è la versione senza ghiaccio dell'hockey. A certe condizioni vale usare anche i piedi, e quando occorre difendere il risultato persino la faccia; questo insegna l'esperienza dell'esordio e non il regolamento; oltre al ghiaccio (non quello da mettere sull'occhio infortunato) mancano pure le protezioni per i giocatori, non in compenso la fisicità (traduco: i lividi)... ad alti (traduco: altri) livelli.

E ora, PUBBLICITÀ

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