A-n-ice day
Tipica domenica svedese invernale, soleggiata tersa frizzante. Famiglie con piccola tenera o birbante prole al seguito, ragazzi di tutte le età. Dove andare? La risposta è scivolosa: pattinaggio o hockey su ghiaccio. Goteborg riserva almeno un paio di grossi impianti, approssimativamente estesi quanto un campo di calcio; una cinquantina di corone (circa 6 euro) e il prezzo è fatto; tutta la giornata davanti.
Da rito, i papà addestrano con mestiere i figli; dall'autodidatta con la giuste dose di incoscienza al più piccolo che ancora ha bisogno di provare in braccio l'ebbrezza del volo; le mamme, nelle pause, estraggono termos di te e caffé appositamente preparati, e le immancabili kanelbulle, mentre già i biondi fanciulli hanno il naso sulla transenna in attesa del via libera al rientro in campo.
Ma non ci sono solo svedesi in pista: giro dopo giro la folla aumenta, ed ecco comparire Cleiton il brasiliano, Andrea l'austriaca, César il dominicano, e poi ancora Stefano... da Monza, Artiom dalla Lituania e Pavel dall'Ucraina. Su chi puntare? La scuola sudamericana, a tratti rigida, dimostra sempre grande determinazione; ma è naturalmente dal profondo Nord che arrivano ardite traiettorie percorse in tutta scioltezza anche sul ghiaccio ormai sfarinato. Intanto, faticosi tentativi di pattinata backwards. I muscoli sono ormai surriscaldati quando si diffonde l'idea che porta scompiglio: "Let's play to wizards!". E si torna bambini fra i bambini: inseguimenti, cadute e dribbling quasi senza accorgersene; mantenere l'equilibrio non è più una preoccupazione, conta solo agguantare il fuggitivo o liberare con un tocco il compagno braccato e immobilizzato. Si fanno così le cinque; l'ora del... hamburger di gruppo.
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| Wizards! |
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che invernale frizzante e pattinata invidia!!
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