Il solito tram tram - Parte III
Si aspetta. E' sera. Sedersi, sulla panchina della fermata fuori dal
supermercato, sporte della spesa in mano, non sarebbe male, se non vi
giacessero un ragazzo e una ragazza, distesi, non completamente
lucidi, pare; ma ecco già si alzano e si allontanano. La tabella
luminosa indica con la solita precisione i minuti d'attesa;
abbastanza, perché una bassa bionda signorina mi si rivolga; non
vuole il mio posto, ma l'effetto è comunque lo stesso: questa donna
è preoccupata, a lei sapere dove sia andata quella coppia importa;
la giovane non era so sober,
né sembrava approvare granché ciò che fino a poco prima le faceva
il ragazzo. E allora in piedi, a difesa delle donne svedesi! I due da
stanare sono appoggiati a un portone; con la sicurezza che può darle
avere affianco qualcuno se non altro più alto di lei, inquisisce
pacatamente il ragazzo; la scena è chiara: dai toni e dagli accenni
di risposta della giovane sbandata, no danger;
un attimo, e già sono scattati sul 9, appena giunto. Un paio di
minuti ancora; il tempo per ringraziare la comparsa poco prima
scomodata; vittoria e premio per il miglior cammeo muto. Ecco
arrivare il 3. Si risale.
E ora, PUBBLICITÀ
Bogio, sei un indomito cavaliere! Un bacione da me e da Egi
RispondiEliminaStai a fà l'eroe??! Ti abbraccio da una Ferrara quasi primaverile!
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