mercoledì 29 febbraio 2012

Il solito tram tram - Parte IV

Non si aspetta, stavolta; si suda, invece; perfino a Goteborg. Era nell'aria che sarebbe capitato: il tram è lì a un passo però già non basta più, le porte si sono ormai chiuse. Se fosse Sliding doors chissà che cosa dovrebbe accadere adesso, ma io non voglio che la mia storia cambi; c'è da rincorrere e lo si fa, specie se la discesa può aiutare; ancora 150 metri, poco più che 100 steps al prossimo stop; infine sono solo momenti di gloria (e di affanno); il traguardo è raggiunto.
Eppure doveva ricapitare. Il seguito di quell'inseguimento parte da casa; di solito il calcolo dei tempi funziona: vestirsi-arraffare quel che serve-allacciarsi le scarpe-imboccare l'uscita (e qualche volta concedersi anche di controllare la buchetta della posta) è un pacchetto collaudato di manovre che richiede giusto un centinaio di secondi; avere la stanza a piano terra, e la fermata a vista a non più di settanta metri avvantaggia; però adesso non si è ancora chiusa la porta dietro di me che già so che cosa (non) mi aspetta; e infatti... puntualmente mancato di un'incollatura! Sono in ritardo, ho un appuntamento; ma forse c'è ancora tempo per rimediare agli errori; via di corsa, di nuovo, solo che la via oggi è in salita; quasi risucchio una bici, e intanto curvo verso la pensilina successiva; niente da fare, per pochissimo. A questo punto, se fosse Ritorno al futuro, arriverebbe Doc con la De Lorean a riportarmi all'ultimo nel tempo giusto, facendo coincidere provvidenza e coincidenza; in Svezia però non può succedere. E se mi accontentassi di una Volvo? Ancora semi chino sulle ginocchia, avverto alla destra una voce, la solita incomprensibile, ma nella necessità i concetti si afferrano al volo; e questo è del tutto chiaro e stupefacente insieme; un signore che deve aver appena assistito da dietro a tutta la scapestrata sequenza di scatti mi sta offrendo un'altra possibilità; col nuovo potente mezzo ci lanciamo verso Majvallen (che suona davvero “maiallen”), e ancora non basta; un'ulteriore accelerata fino a Fjallgatan, subito dopo, ed ecco, finalmente, il tram non più chiamato desiderio.

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