Malmö, terza città svedese (con i suoi 300.000 abitanti viene dopo solo a Stoccolma e Goteborg), è l'espressione più evidente di quanto antico e moderno possano stare insieme con spontaneità: proiettata oltreconfine, come si capisce attraversando l'Öresundsbron, il ponte lungo 7.8 km e alto 57 m, costruito in 4 anni, che dal 2000 la collega a Copenaghen (solo nel 2006 sono stati 1300 i danesi trasferitisi a Malmö). E proiettata al futuro, come plasticamente ricorda il Turning Torso, 190 m di altezza per 54 piani, il grattacielo che si avvita su stesso, progettato da Santiago Calatrava e inaugurato nel 2005, l'edificio ora più alto della Svezia; arrampicarlo è possibile, a patto di conoscere qualche inquilino; impresa rimandata alla prossima occasione, in attesa di stringere amicizia col bomber Ibra o di rubare attimi di Dolce vita ad Anita Ekberg, originari di qui. Tutt'attorno sorge un intero quartiere, il Västra hamnen, dall'identità ancora in progress: una terra che stava diventando vittima della deindustrializzazione si avvia a diventare la più nuova e viva parte di città, pensata secondo criteri di sostenibilità ecologica; evitato l'abbandono, resta da scongiurare l'isolamento: quando il grattacielo non si sentirà più così solo e invadente, il cantiere potrà dirsi completato. Ma tracce di serena convivenza tra passato e presente si trovano già sparse un po' ovunque: agli edifici tardo rinascimentali o razionalisti della Malmö di ieri, possenti, geometrie regolari e mattoni rossi, inclusa la più antica fortezza di Svezia ancora conservata, non di rado si affiancano senza imbarazzo i nuovi nati, fabbricati spesso vistosi e insieme agili, a base di vetrate e acciaio; non passa inosservata l'accogliente stazione ferroviaria, il cui corpo centrale risalente agli anni '20 quasi si fonde con quello sorto nel 2010; piuttosto open-air è anche la nuova biblioteca (1995-99), opera dell'architetto danese Henning Larsen, bianco e alto palazzo adagiato sul marrone della struttura originaria e affacciato sul verde dello Slottspark [per qualche curiosità in più: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/ventiquattro/articoli/malmo-biblioteca-libri-viventi.shtml]; al loro cospetto, la pur moderna Galleria d'arte (Klas Anshelm, 1975), successione di spazi distesi immaginati per non soffocare le creazioni artistiche, finisce per fare la parte dell'illustre antenato.
Percorsa una ventina di chilometri nell'entroterra si raggiunge Lund, storicamente seconda città universitaria svedese (dal 1666), e sede della più grande e antica cattedrale. Turisti e studenti la popolano (questi ultimi 40.000 su circa 120.000 abitanti); studenti-turisti la visitano.
Fondata attorno all'inizio del XI secolo dal re di Danimarca e Inghilterra, diventa presto sede arcivescovile di Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia; come già Malmö, passa agli svedesi nel 1658. La cattedrale risale al 1145 e fece di Lund la metropoli religiosa della Scandinavia, almeno fino al 1536: anch'essa, infatti, è terra specializzata in riconversioni, nel caso dal cattolicesimo al luteranesimo secondo la Riforma danese. La chiesa veste quello stile romanico, massiccio e di pietra, che rimanendo spoglio di orpelli sa esaltare gli altri materiali (dal pulpito in arenaria marmo e alabastro, al coro intagliato, alle tombe scolpite, ai rari dipinti, all'orologio astronomico del XIV secolo). In tempi recenti sarà meta, oltretutto, del protagonista de “Il posto delle fragole”, film di Ingmar Bergman.
Lambisce i confini della zona universitaria dando un tocco di verde assai deciso, l'orto botanico: vialetti, aiuole, alberi, un laghetto, e una grande serra che regala rigogliosa vegetazione, persino tropicale, a costo di un'umidità mica indifferente. In attesa di una primavera che certo non abita nemmeno qui.
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