martedì 17 aprile 2012

Göteborg Vs. New York

Per cosa sia universalmente famosa Goteborg forse nessuno lo sa, perché forse un vero motivo non c'è; non le serve però essere una very important city per poter competere con chiunque, perfino con New York; lo dimostrerebbe una mostra fotografica che ha avuto l'ambizione di metterle a confronto. Perché, a ben vedere, anche Goteborg ha il suo rispettabile Brooklyn Bridge; si chiama Älvsborgsbron l'imponente ponte a campata unica, alto oltre cento metri, che da metà anni Sessanta, sospeso sul Göta älv, tiene insieme i volti non contraddittori di questa città: sotto scorre il fiume appunto, la sede dei cantieri navali, ma anche la via del commercio e del turismo, che attraversa il centro di Goteborg e appena una decina di chilometri dopo sbocca in mare; oltre le sponde che l'Älvsborgsbron collega, invece, sta di qua la città urbana di sempre, di là la città puramente industriale di una volta che oggi non smette di reinventarsi, e che quando continua a conservare qualcosa della sua originaria vocazione, piuttosto che nasconderla preferisce colorarla, come le enormi gru meccaniche illuminate di rosso, tipiche ormai di uno skyline mai mozzafiato ma sempre di ampio respiro. Rosso è pure il grande sasso in riva al fiume, rosso da quando vi si sarebbe riversato il sangue di un ufficiale di marina ucciso durante uno sbarco danese; che sia andata davvero così, che sia una pietra avvelenata, uno scherzo della natura o degli artisti che popolano il vivace Röda Sten attiguo, perdersi nella leggenda pare proprio l'unico modo per raccontare storie cruente sul conto di una città per il resto senza macchie. Come e più di New York.

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