Gli ultimi esami della carriera saranno i primi... a essere
ricordati.
Sarà forse semplicemente questione di mentalità, e sarà
forse il troppo divario a non lasciare indifferente l'italiano; un
abisso che però sembra derivare da un'ossessione, quella che vede annidarsi una piaga
sociale nelle pieghe di un bigliettino. Che poi i più
fruttuosi siti di spioni o di materiale piratato fioriscano in
Svezia, pare solo la conferma dell'attualità del contrappasso, che
non si può fingere di ignorare, vero che proprio oggi mi è finita
tra le mani un'edizione della Divina in lingua autoctona. Perché di
sfida al divino si tratta l'imporre non dieci ma undici comandamenti:
il manuale
dell'anticoncezionale perfetto, laddove inconcepibile diventa la
stessa idea di copiare, bandita più dei libri in Fahrenheit 451
perché evidentemente da bandito. E a questo lavaggio del (corrotto)
cervello si viene allenati fin dai primi giorni, da quando tocca
sottoporsi al test obbligatorio contro il plagiarism, una
sorta di vaccino da somministrare agli untori appena atterrati
(italiani e mediterranei in genere). Svedesi per una volta esagerati, praticamente tracotanti.
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| Exam hall |
E allora sottostiamo al regime e ripassiamo un po' prima
dell'inizio: regola 1 rispettata ma N.B.: ID non equivale a
portafoglio che invece è ritenuto fonte di pericolo... chissà mai
che non sia il veicolo di qualche corruzione (vai quindi alla regola
10). Regola 2... mmm, supposto tentativo di carpire qualche
suggerimento... in inglese... ma quando mai! Nessun rischio, se non
di figure imbarazzanti. Regola 3, inavvertitamente potrei
contravvenire, specie da quando il telefono è il mio unico orologio.
Regola 5 ok, non mi ha mai sfiorato. Regola 7, finire in anticipo,
no... contraddirebbe un po' uno stile di vita... automaticamente la 9
diventa inapplicabile. La 8 suona come la resa, non si può. La 11 è
facile. Sulla 6 per l'occasione c'è stata deroga espressa del
professore, e dunque per combinazione fortunata vale anche sulla 4,
determinante, quando tutti gli appunti si trovano sul pc. O sbaglio?
E se non avessi considerato il misunderstanding,
dando per scontato che notes
includa anche quelle prese a computer? D'altra parte, però, non mi
trovo forse nel Paese dove persino l'ora esatta di arrivo del
tram è tenuta sotto controllo dall'apposita applicazione I-phone?
Certo, guardando attorno, non si vede nessun altro pc sui banchi
degli scafatissimi colleghi studenti. Ed eccola, infatti, arrivare,
affatto guardinga, l'inflessibile vigilante, specie di poche e ferme
parole, votata a tempo pieno a scrutare e scrutinare ogni movimento,
candida magari ma anche un po' menagramo: forbidden, denied,
prohibited, not allowed... poggiare il computer a terra (perché non
si sa mai che arcani nasconda a rimanere chiuso e spento sul banco),
e aspettare eventuali soccorsi da Thomas, il biondo professore dal
piglio non blando. Domande? Sì, quattro, da rispondere in cinque
ore. Risposte? Nei prossimi numeri.
E poi finalmente, molto più tardi, ecco l'ora d'aria, fresca e tersa.
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