venerdì 2 marzo 2012

Inconcepibile

Gli ultimi esami della carriera saranno i primi... a essere ricordati.
Sarà forse semplicemente questione di mentalità, e sarà forse il troppo divario a non lasciare indifferente l'italiano; un abisso che però sembra derivare da un'ossessione, quella che vede annidarsi una piaga sociale nelle pieghe di un bigliettino. Che poi i più fruttuosi siti di spioni o di materiale piratato fioriscano in Svezia, pare solo la conferma dell'attualità del contrappasso, che non si può fingere di ignorare, vero che proprio oggi mi è finita tra le mani un'edizione della Divina in lingua autoctona. Perché di sfida al divino si tratta l'imporre non dieci ma undici comandamenti: il manuale dell'anticoncezionale perfetto, laddove inconcepibile diventa la stessa idea di copiare, bandita più dei libri in Fahrenheit 451 perché evidentemente da bandito.  E a questo lavaggio del (corrotto) cervello si viene allenati fin dai primi giorni, da quando tocca sottoporsi al test obbligatorio contro il plagiarism, una sorta di vaccino da somministrare agli untori appena atterrati (italiani e mediterranei in genere). Svedesi per una volta esagerati, praticamente tracotanti.
Exam hall
E allora sottostiamo al regime e ripassiamo un po' prima dell'inizio: regola 1 rispettata ma N.B.: ID non equivale a portafoglio che invece è ritenuto fonte di pericolo... chissà mai che non sia il veicolo di qualche corruzione (vai quindi alla regola 10). Regola 2... mmm, supposto tentativo di carpire qualche suggerimento... in inglese... ma quando mai! Nessun rischio, se non di figure imbarazzanti. Regola 3, inavvertitamente potrei contravvenire, specie da quando il telefono è il mio unico orologio. Regola 5 ok, non mi ha mai sfiorato. Regola 7, finire in anticipo, no... contraddirebbe un po' uno stile di vita... automaticamente la 9 diventa inapplicabile. La 8 suona come la resa, non si può. La 11 è facile. Sulla 6 per l'occasione c'è stata deroga espressa del professore, e dunque per combinazione fortunata vale anche sulla 4, determinante, quando tutti gli appunti si trovano sul pc. O sbaglio? E se non avessi considerato il misunderstanding, dando per scontato che notes includa anche quelle prese a computer? D'altra parte, però, non mi trovo forse nel Paese dove persino l'ora esatta di arrivo del tram è tenuta sotto controllo dall'apposita applicazione I-phone? Certo, guardando attorno, non si vede nessun altro pc sui banchi degli scafatissimi colleghi studenti. Ed eccola, infatti, arrivare, affatto guardinga, l'inflessibile vigilante, specie di poche e ferme parole, votata a tempo pieno a scrutare e scrutinare ogni movimento, candida magari ma anche un po' menagramo: forbidden, denied, prohibited, not allowed... poggiare il computer a terra (perché non si sa mai che arcani nasconda a rimanere chiuso e spento sul banco), e aspettare eventuali soccorsi da Thomas, il biondo professore dal piglio non blando. Domande? Sì, quattro, da rispondere in cinque ore. Risposte? Nei prossimi numeri.
E poi finalmente, molto più tardi, ecco l'ora d'aria, fresca e tersa.

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