Il solito tram tram - parte II
Si sale. Sedersi, con attenzione, se possibile non affianco a
qualcuno; così raccomanda il locale galateo da rotaia; fare
altrimenti pare non sarebbe un'idea troppo carina, in casi estremi
roba da passare per malintenzionato. Per essere considerati ci vuole
l'imprevisto, magari la signora che dal nulla, in mezzo ai tanti
rinchiusi nel proprio mondo di cuffie e I-pod, si avvicina, sorride,
e davvero non resiste a rivolgere insistiti apprezzamenti allo zaino
scozzese portato in spalla; un accenno di risposta e già è scesa, a
Jarntorget il viavai è abituale. Lì poi accade qualcosa anche al
tranviere, giovane, su per giù un coetaneo; l'ha visto, e non può
fare a meno nemmeno lui di uscire per un attimo fuori dalle regole, e
quindi fuori dalla cabina; è il capello biondo di una ragazza,
quantomeno amica; un saluto, una fugace chiacchiera (indecifrabile),
un appuntamento chissà... certo è lo sguardo complice dell'uomo
accanto a me; sì, il vicino di viaggio nell'ora di punta è
permesso. Si scende, per il momento.
E ora, PUBBLICITÀ
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